Recensione “Flower” di Elizabeth Craft & Shea Olsen

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Recensione Flower di Elizabeth Craft & Shea Olseni

Tra i generi più gettonati e in vetta a molte classifiche negli ultimi anni, i romance. Non importa che siano dedicati ad un pubblico adulto o classificati come “Young adult”. Ciò che conta è che ci sia una storia d’amore a far battere il cuore.

E questo è proprio il caso di “Flower” scritto da Elizabeth Craft & Shea Olsen, giunto in Italia grazie a Newton Compton.

Una storia d’amore con i fiocchi quella custodita in “Flower”. Un romanzo autoconclusivo che vede come protagonisti due giovani ragazzi di appena 18 anni.

Copertina di Flower Elizabeth Craft e Shea Olsen

Trama “Flower” di Elizabeth Craft e Shea Olsen

Charlotte vive con la nonna ed è una ragazza con la testa sulle spalle: bravissima a scuola, lavora in un negozio di fiori per pagarsi gli studi e nel tempo libero si prepara per l’ammissione alla prestigiosa università di Stanford. È molto concentrata e non si concede distrazioni, niente uscite serali e soprattutto niente ragazzi: la sua più grande paura è infatti quella di fare la fine di tutte le donne della sua famiglia, che hanno rinunciato a seguire le proprie aspirazioni a causa dell’amore. Una sera, all’ora di chiusura, entra nel suo negozio un misterioso e affascinante cliente, ombroso ma gentile, che le fa strane domande. Nonostante ne rimanga colpita, Charlotte è sicura di non rivederlo mai più… E invece la mattina dopo le viene recapitato in classe un mazzo di rose purpuree, i suoi fiori preferiti. A mandarglieli è stato proprio Tate, il ragazzo della sera prima, che inizia a corteggiarla in modo molto discreto ma deciso. Charlotte, dopo le resistenze iniziali, decide di uscire con lui per una sola sera. Ma appena fuori dal ristorante vengono assaliti da folla di paparazzi che grida il nome di Tate… Chi è davvero quel misterioso ragazzo e cosa nasconde dietro quei bellissimi occhi malinconici?

Recensione “Flower” di Elizabeth Craft e Shea Olsen

Grandi premesse nella sinossi di questo romanzo. Finalmente una ragazza pronta a difendere i suoi sogni, la sua ambizione, la sua identità. Charlotte, la giovane protagonista di “Flower” è infatti una ragazza molto semplice che nella vita non ha avuto molta fortuna con gli uomini. E per uomini, non si intende sue storie d’amore, ma genericamente con gli uomini che hanno avuto un ruolo nella sua vita.

Lei vive con la nonna perché la madre è troppo presa dall’alcol e dagli uomini che entrano ed escono dal suo cuore. In casa con la nonna e Charlotte vive anche la sorella. Come la madre, anche lei sedotta e abbandonata dopo esser rimasta incinta.

Per Charlotte quindi gli uomini sono assolutamente da tenere alla larga.

Fin qui nulla da rimproverare alla giovane protagonista del romance “Flower”. Ovviamente quando le donne a cui vuoi bene hanno avuto una pessima esperienza con l’amore, la soluzione più semplice è fuggire. Charlotte infatti ha preso una decisione: lei vuole studiare, vuole portare a termine i suoi sogni ed intraprendere una carriera lavorativa. Cosa che non potrebbe fare se si innamorasse, se si lasciasse trascinare in una storia complicata, se rimanesse incinta.

In teoria dovrebbe aver arginato un muro intorno al suo cuore per impedire ai ragazzi di accedervi. Lei non vuole diventare come sua madre.

Ma secondo voi, quante pagine resiste prima di cedere? Diciamo pochi capitoli, il tempo di conoscere piccoli stralci della sua vita.

E poi, eccolo lì, bello e impossibile: Tate.

Poco più che adolescente anche lui, sguardo tenebroso, fisico statuario, un sorriso da lasciare senza fiato. Fa il suo ingresso nel negozio di fiori dove lavora Charlotte. Un mazzo di fiori, un invito a cena respinto, il secondo ovviamente accettato, un passaggio nella lussuosissima auto, un viaggio con il jet privato.

Il filo che separa la Charlotte che crede nelle sue ambizioni dalla ragazzetta che con aria sognante corre dietro alla star di turno, è veramente invisibile.

A diciotto anni si sa, resistere ai propri impulsi, tenere a freno le emozioni e riuscire a mettere d’accordo mente e cuore, non è cosa facile. Sarebbe comprensibile quindi il fatto che Charlotte non ci abbia messo più di due giorni a buttare nell’immondizia anni di buoni propositi. A lasciare senza parole è lo stile narrativo, per niente lodevole.

Elizabeth Craft e Shea Olsen hanno tralasciato completamente il lato psicologico ed emotivo della protagonista.

Non hanno lavorato di introspezione per rendere il libro più interessante. Hanno fatto sembrare Charlotte un pupazzetto nelle mani del fascinoso e ricco ragazzo di turno. Come se le donne non avessero forza di volontà, non fossero in grado di resistere ad un addominale scolpito.

E no, non è così. Le donne, anche se adolescenti, possono anche amare, innamorarsi, soffrire per amore, rimanere deluse da un uomo. Ma questo non significa che debbano annullarsi. Non significa che debbano per forza rinunciare alla loro vita appena scoprono di esser rimaste incinta.

Il messaggio che sarebbe dovuto trapelare dalle pagine di questo romance, visto che diretto ad un pubblico giovane, non doveva esser questo. È sbagliato, è stupido, è superficiale.

Le donne non sono il riflesso dell’uomo che hanno accanto e l’amore non significa rinunciare alla propria identità.

Ce lo dimostrano i sette libri che vi consigliamo qui: sette migliori libri young adult romance