Ulrich Becher e Lev Golinkin: due libri per la Giornata della Memoria

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Come ogni anno, il 27 gennaio si celebrerà la Giornata della Memoria, data in cui le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi.

Baldini&Castoldi ci propone due libri per la Giornata della Memoria:

Caccia alla Marmotta di Ulrich Becher

caccia-alla-marmotta-di-ulrich-becherÈ il giugno 1938 e in seguito all’annessione dell’Austria da parte della Germania nazista il giornalista viennese Albert Trebla fugge verso i Grigioni insieme alla moglie Roxane. Sono giorni carichi di angoscia. Alle notizie inquietanti che arrivano dall’estero si aggiungono gli eventi luttuosi che agitano la tranquillità dei paesini attorno a Saint Moritz, tra morti improvvise e misteriosi suicidi.
L’assunzione di efedrina, necessaria per contenere gli effetti della febbre da fieno di cui soffre, unita ai ricordi della Prima guerra mondiale, costantemente richiamati da una ferita al volto che pulsa come «un cuore in fronte», mettono Trebla in una situazione di fluttuante allucinazione. Il giornalista si convince che due giovani austriaci giunti nella località alpina appena dopo di lui, sedicenti cacciatori di marmotte, siano stati mandati dai tedeschi per liquidarlo.

Realtà e immaginazione, prove e sospetti, passato e presente si mescolano allora in una caccia all’uomo che da preda, più o meno presunta, si trasforma in cacciatore.

Ma di cosa?
Di nazisti, di donne, di storie o di ombre del passato?

Uno zaino, un orso e otto casse di vodka di Lev Golinkin

uno-zaino-un-orso-e-otto-casse-di-vodkaLev Golinkin nasce a Char’kov, in Ucraina, nel 1980. La Guerra Fredda e l’Unione Sovietica sono al tramonto. Era un’epoca di macchinoni neri e di sparizioni notturne. Un’epoca di informatori del KGB appostati a ogni finestra, umiliazioni, paura e violento antisemitismo. I genitori di Lev desideravano per lui e sua sorella Lina, una vita migliore. Le frontiere erano  però ancora sigillate e il sogno dell’America lontanissimo. Poi, alla fine del 1989, si aprì uno spiraglio per la fuga. Una fuga definitiva. I Golinkin, insieme a centinaia di migliaia di ebrei sovietici, rischiarono tutto per riuscirci. Ma dovevano fare in fretta: girava voce che a partire dal 31 dicembre l’America non avrebbe accolto più nessuno.

Vivace, emozionante, venato di humour nero, “Uno zaino, un orso, e otto casse di vodka è un viaggio nella follia totalitaria che snatura la vita e le coscienze di adulti e dell’infanzia.

Visto dalla prospettiva personale di un bambino vulnerabile ma ostinato, costretto a vivere in un Paese che non lo vuole. Ma è anche la storia dell’uomo Golinkin diventato americano, che torna in cerca delle tante persone che avevano reso possibile la sua fuga, per ritrovare il senso di quella solidarietà umana, unica superstite di un’epoca di grandi macerie.