L’autore si presenta: l’ospite di oggi è Stefano Marguccio

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Per la rubrica l'autore si presenta oggi ospite l'autore Stefano Marguccio

Parlare di me mi imbarazza sempre. Mi chiamo Stefano Marguccio,  ho quarantuno anni e sono padre di una bimba fantastica di dieci.  Mi piacciono gli animali e la natura. In particolare ho una fascinazione per i cavalli. Ho imparato a cavalcare che avevo già più di vent’anni. Stare in sella è una sensazione incredibile e la relazione con il cavallo ti costringe ad affrontare te stesso alla radice. Sono davvero lo specchio dell’anima di chi li monta. E mi piace scrivere.

Autore dall’anima nomade

Da sempre sono una persona inquieta e probabilmente per questo scrivo e ho cercato di fare un lavoro dove si viaggia molto. Sono un nomade nell’anima. Ho iniziato a viaggiare con la mente fin da piccolo, guardando le foto dei miei genitori che avevano lavorato in Paesi esotici dell’Africa e dell’Asia Centrale. Poi, appena ho potuto, ho viaggiato tramite i libri e le storie che mi raccontavano. Da adulto, infine, ho avuto la fortuna di fare del viaggio il mio lavoro. Nel 2004 sono entrato a far parte della carriera diplomatica. Ho visitato più di quaranta Paesi in tutti i continenti. Ho conosciuto tantissime persone e visto mille paesaggi, purtroppo spesso solo dal finestrino di una macchina.

Ho iniziato a raccontare storie all’asilo, per intrattenere i miei compagni. A 8 anni ho letto il Signore degli Anelli e non sono più uscito dal tunnel del fantasy. Alle elementari, provavo a scrivere racconti pestando sui tasti della macchina da scrivere. Al liceo, durante le lezioni, scrivevo a biro racconti cyberpunk a quattro mani con un mio compagno di classe. Poi l’università, il lavoro e la vita mi hanno fatto smettere. La scrittura è rimasta sempre un modo per mettere in ordine i miei pensieri, ma non ho più provato a produrre qualcosa di creativo.

La stesura del primo libro

Fino al 2010, durante un periodo difficile della mia vita. La diga della scrittura creativa si è rotta e, in 3 anni, ho buttato giù la storia di Delion. Un libro fantasy enorme, scritto soprattutto per me. Da lì ho iniziato un percorso che mi ha portato a pubblicare “Caccia Mortale – Cronache dei due mondi”  con la Delos Edizioni, che non è altro che una rielaborazione dei primi 17 capitoli di quella storia, scritta questa volta per dei lettori. Il mio mentore ed editore Franco Forte mi ha aiutato lungo questa strada.

Cronache di due mondi di Stefano Marguccio

Com’è nato il libro “Cronache dei Due Mondi”

L’idea delle Cronache dei Due Mondi è nata un giorno di  maggio del 2010. Ho comprato uno di quei bei taccuini rilegati in pelle e ho iniziato a prendere appunti,  seduto al tavolo di un ristorante di Roma. Avevo in testa la storia di una terra e di quello che stava accadendo in quella terra. Di un ordine di cavalieri. Piano piano ha preso forma il personaggio di Delion e moltissimi altri. Nel taccuino ho segnato cronologie di eventi. Intrecci. Personaggi. Nomi. E’ ancora lì e ogni tanto aggiungo qualcosa. Poi mi sono messo davanti alla tastiera e ho iniziato a scrivere nei tempi morti, durante le vacanze, a margine delle riunioni di lavoro, durante i viaggi. Superate le trenta pagine non ci credevo neanche io. Ho scritto più di 227.000 parole. Per me era già un traguardo.

Dentro ho messo soprattutto quello che vedevo: la rabbia delle giovani generazioni, i disastri ambientali, le migrazioni e le guerre e i tentativi di chi governa di gestire queste situazioni, il tutto letto tramite gli archetipi del viaggio dell’eroe, che sono l’ossatura della narrativa fantastica. Ho creato un’ambientazione che mi piacerebbe descrivere come Fantasy Rinascimentale, buttando dentro le sollecitazioni che avevo vissuto nella vita, le atmosfere, la diplomazia, l’Africa, la Cina e l’Albania, il Paese dove ho lavorato per quasi quattro anni come Console d’Italia. Poi ho incontrato Franco che mi ha costretto a farne qualcosa di leggibile e ho iniziato un altro viaggio, che è ancora in corso.

Citazione da Caccia Mortale

I personaggi di “Caccia mortale

Ho cercato di lavorare molto sui personaggi, approfondendo la loro umanità e interrogandomi sulle motivazioni che li guidano. I personaggi di “Caccia mortale” sono sopratutto umani, tutti. Vivono di dubbi e lacerazioni, ma allo stesso tempo cercano di trovare la loro strada nella vita, una buona strada. Questo è quello che spero li renda speciali. Nonostante tutto cercano di non perdere la speranza e di andare avanti. Tutti sono eroi e nessuno lo è. Ho cercato di scrivere una storia in cui ognuno si possa immedesimare, in cui ognuno trovi una eco del suo viaggio dell’eroe, il viaggio che siamo tutti chiamati a fare per dare un senso alla nostra vita.

Il protagonista è Delion, un ragazzo di poco più di venti anni, pieno di talenti, con il vizio del gioco e una fobia per i cani, che ha perso il padre e lavora per un monastero. Delion non ha cognome, quindi è uno di quelli che contano poco nella Confederazione di Arkandia. La morte del padre, in condizioni misteriose, lo ha lasciato con l’amaro in bocca. Non ha ricevuto giustizia. Una grande Siccità ha messo in crisi la Confederazione e i senza cognome sono quelli che ne soffrono di più. Delion vorrebbe cambiare il mondo, vorrebbe che la Confederazione ritornasse un posto buono, come lo era ai tempi in cui c’era un Re e l’Ordine dei Cavalieri della Signora vegliava sulla giustizia. Ai suoi occhi, per cambiare le cose, ci vogliono soldi e potere ma lui è lontano da entrambi.

Citazione Stefano Marguccio

Delion nasconde anche un segreto, noto solo ai suoi amici e alla sua famiglia.

Da quando ha 12 anni, gli capita di avere delle visioni: personaggi o scene senza senso, che lo inquietano e gli hanno guadagnato il nomignolo di Delion lo Strano. Nonostante questo no si dispera. Cerca una via di uscita dalla sua situazione e crede di trovarla aderendo a una società segreta, la Setta del Tiranno, che promette ai suoi affiliati di cambiare le cose.

La grande caccia che dà il titolo al libro, in cui Delion sarà all’inizio preda e poi cacciatore, gli permetterà di vedere le cose da un diverso punto di vista e di scoprire e accettare il suo vero “sè”. Il cambiamento arriva, ma non nella forma che si aspettava. Accanto a lui, lungo il cammino, si accostano amici e nemici e da lontano una ragazza dai capelli bianchi come la neve lo scruta, Fang Qwa Jia, una piccola donna d’acciaio, con tutte le caratteristiche delle culture orientali che da sempre mi affascinano. Spero di aver fatto un buon lavoro e che i lettori lo apprezzino.

“Caccia Mortale” è stato pubblicato in formato elettronico lo scorso aprile ed è ora disponibile anche in cartaceo. In questi mesi ho imparato tantissimo. Innanzitutto  che è difficile emergere dal rumore di fondo della sterminata offerta di titoli a disposizione.

Libri fantasy: da mercato di nicchia a fenomeno di massa

Il fantasy , che un tempo era un genere di nicchia, che leggevano solo i piccoli nerd appassionati di giochi di ruolo come me, ora è diventato un fenomeno di massa, grazie al combinato di sposto dell’effetto Peter Jackson, che ha portato sullo schermo “Il Signore degli Anelli” e dell’effetto Harry Potter. La diffusione degli e-readers e dell’auto pubblicazione, ha offerto poi una leva straordinaria al popolo degli scrittori per invadere le piattaforme con testi, messi in vendita a volte a cifre minime. Quando ero piccolo si andava in libreria e si passava bel tempo a guardare copertine, leggere quarti, sfogliare libri. Alcune case editrici, come la Nord o Fanucci, garantivano uno standard e poi c’era il passaparola.

L’editoria Fantasy era come la Comunità Internazionale durante la Guerra Fredda: c’erano i buoni e i cattivi e tutto era abbastanza semplice. Ora è una giungla ed è difficilissimo raggiungere i lettori. I blog e i siti di settore come questo giocano un ruolo fondamentale. Le recensioni sono una chiave importante. Poi ci sono i social networks: Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest, Googleplus. Da farsi venire il mal di testa. Quello che penso è che la qualità della storia e della persona che la racconta, resti la cosa più importante. Ma è davvero una sfida impegnativa. Raggiungere i lettori sembra molto più facile di prima, grazie alla rete, ma in realtà, almeno per me, che ho un lavoro impegnativo e posso dedicare un tempo limitato alla promozione, il rapporto con chi legge resta difficile.

Lettori scrivetemi! Lo scrittore vive per voi!

Articolo a cura dell’autore Stefano Marguccio