L’autore si presenta: Irene Grazzini e i suoi romanzi

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Interviste autori italiani: Irene Grazzini si presenta

Salve a tutti,
mi chiamo Irene Grazzini e oggi ho il piacere di essere ospite alla rubrica “L’autore si presenta“. Solo che non so bene come presentarmi… insomma, non è facile parlare di sè. Molto più facile scrivere di altri personaggi… e forse è per questo che mi piace fare la scrittrice!

Comunque adesso provo a partire: sono nata ad Arezzo nel 1985 (24 Dicembre, così ho sempre preso un regalo solo 🙁 ). Sono un medico Radiologo, una giocatrice di ruolo da tavolo e dal vivo, ogni tanto una pianista, una appassionata di cavalli. Quello che forse non sapete è come è nata la mia passione per la scrittura. Nessun esordio dirompente, nessuna illuminazione che mi ha portato a scrivere subito il romanzo perfetto. Tanti piccoli passi, alcuni avanti, altri indietro. Ma chi ha la testa dura non molla mai.

I primi tentativi

Fin da piccola, quando non andavo a cavallo (a 5 anni mia madre ha tentato di mandarmi a danza e ginnastica artistica, e dopo un anno di resistenza passiva mi sono data all’ippica, nel senso letterale del termine), passavo molto tempo a leggere romanzi. Uno dei miei preferiti era Zanna Bianca. Beh, è difficile scrivere senza prima essersi costruiti un buon vocabolo con molta, molta lettura.
Già alle elementari tentai di scrivere qualcosa. Erano racconti super-brevi, di genere horror, ispirati ai Piccoli Brividi che andavano per la maggiore in quegli anni e alle serie del grande Christopher Pike. Così mi ero preparata una serie di “Libri del terrore”, dove i poveri protagonisti affrontavano lupi mannari, mummie e mostri di ogni genere.

Libri Piccoli Brividi

In seguito mi sono avvicinata a quella che adesso si chiama fan fiction, anche se allora non ne avevo idea. In pratica sceglievo come ambientazione quelle dei libri che leggevo e dei miei cartoni animati preferiti e ci costruivo storie in prima persona dove agivo anch’io come personaggio. In particolare, nel tempo libero, grazie a un orologio extra–dimensionale che mi permetteva di andare nei mondi paralleli dei cartoon, ho dato una mano alle guerriere Sailor nelle loro battaglie. Con ottimi risultati, dato che loro nella maggior parte dei casi sconfiggevano il cattivo di turno con l’amore, mentre io usavo la Spada del Sole di Lupo Solitario (quando finii i romanzi per ragazzi della biblioteca di paese, attaccai i libri-game del grande Joe Dever) o quella laser di Luke Skywalker, sinceramente entrambe molto più persuasive.

Shannara Terry Brooks

Un passo avanti fu quando, dopo aver letto tutta la serie di Shannara di Terry Brooks, trovai a una fiera del libro di paese una serie di romanzi fantasy semplicemente fan-ta-sti-ci. Era la serie di Death Gate di Margaret Weiss e Tracy Hickman (storici autori anche di Dragonlance).
Intanto (scuola media) cominciai a lavorare su una serie di romanzi in prima persona in cui io e alcune mie amiche (reali, anche se loro non l’hanno mai saputo. Mi piaceva combinare realtà e fantasia) scoprivamo di possedere i poteri elementari di Terra, Acqua, Fuoco e Aria.

Scrissi tre storie del genere, ma poi uscì il fumetto Witch, della Disney, che aveva una trama simile, e così lasciai perdere il progetto (in compenso, ho letto tutta la saga di fumetti).

Tornai al mio amato horror e scrissi un romanzo cupissimo in cui un lupo mannaro secolare veniva liberato da alcuni scavi scriteriati e terrorizzava un villaggio isolato. Il povero protagonista riusciva a sconfiggere il lupo, ma veniva morso e si trasformava lui stesso in un mostro, e veniva ucciso dagli abitanti del villaggio che non l’avevano riconosciuto. Sì, molto allegro… l’avevo scritto a mano e lo passai a una mia amica che aveva promesso di trascriverlo al computer. Da allora non l’ho più visto (Vanessa, se dopo oltre 15 anni riesci a ritrovarlo, è sempre ben accetto).

Quando ho iniziato a pensare di scrivere un “vero” romanzo

A 16 anni, ecco, è arrivata una sorta di illuminazione: vidi al cinema Il Signore degli Anelli – La compagnia dell’Anello. Uscendo dalla sala, mi dissi: “Wow, voglio scrivere anch’io qualcosa del genere!”.
Così, insieme ai miei compagni di scuola (grazie Franck e Mattia!), cominciai a costruire un’ambientazione fantasy e a pensare una storia. Un progetto titanico, perché ideai ben quattro mondi uniti da portali magici, per ognuno preparai popoli con diversi usi e costumi, diverse religioni e sistemi politici. Così durante le estati dei sedici, diciassette e diciotto anni scrissi i primi tre volumi della serie dell’Unicorno Nero: Ombre sulla Terra, La Città delle Nuvole, Fuoco e Tenebra.

Dopo nove capitoli del quarto libro mi fermai, perché andai all’università a Siena e la scrittura finì relegata in secondo piano con esami, studio e stress. Alla fine del quinto anno di Medicina, comunque, mentre passeggiavo con mia zia in cima a Catenaia (Casentino), lei mi chiese di questi vecchi romanzi, ne parlammo, e decisi che era arrivato il momento di concludere la serie. Riprenderli in mano non era un problema, perché avevo tutto in testa fin dall’inizio, anche come sarebbe finito. Quindi, in pochi mesi ultimai Mare in Tempesta e Il Castello delle Nebbie, coadiuvata anche dal mio fidanzato, Giulio, grande esperto di D&D e aiuto fondamentale per costruire gli scontri magici. Di questa serie pubblicai solo i primi due volumi con una piccola casa editrice e al momento sto rivedendo tutto quanto, perché i diritti sono tornati a me, e non si sa mai in futuro…

Quando ho iniziato a pensare di pubblicare i miei libri

Dunque mi gettai di nuovo nella scrittura, che da allora mi ha accompagnato incessantemente. Ho all’attivo molti romanzi, di vari genere (tutti quelli pubblicati li potete trovare nel mio sito, www.irenegrazzini.it), e molti racconti. Si va dallo storico allo storico-fantasy (per esempio I Signori dei Cavalli, ambientato in periodo Ittita, quindi circa nel 1200 a.C.), alla fantascienza di Mutation e Pre-Mutation.

I Signori dei Cavalli è uno dei romanzi a cui sono più affezionata.

I “signori dei cavalli” del titolo sono gli ittiti, un popolo guerriero che è vissuto in Anatolia nel II millennio a.C. La protagonista è la giovane Ishtar, conosciuta nel suo sperduto villaggio come la “camminatrice dei sogni” per la sua capacità di entrare nella mente degli animali. A causa di una profezia, gli ittiti la identificano come la sola capace di sconfiggere la peste che da mesi semina morte tra la popolazione della Terra di Hatti, e decidono di rapirla. Da qui ha inizio un viaggio sospeso tra storia e mito che cambierà per sempre il destino di Ishtar e trascinerà il lettore tra intrighi di palazzo e battaglie epocali, fino alla famosa battaglia di Kadesh. Insomma, è la storia di come la storia diventa leggenda, di come una semplice ragazza riesce a diventare una dea per i posteri grazie al mito.

Genere totalmente diverso è quello di Mutation

Secondo me la distinzione in generi troppo netta non ha senso: una buona storia e dei buoni personaggi possono muoversi in un passato storico, nel futuro ipertecnologico o in un mondo inventato fantasy, ma questo non toglie niente alla storia.

Mutation è ambientato in un futuro postapocalittico.

Dopo che il campo magnetico terrestre si è dissolto, l’atmosfera non è più in grado di frenare i raggi cosmici. La superficie della Terra è diventata un luogo inospitale. Ogni apparecchiatura elettromagnetica è andata fuori uso, insieme a secoli di cultura. Solo pochi umani sono sopravvissuti. Nascosti nel Sottosuolo in piccoli agglomerati urbani detti Alveari, vivono nel terrore perché le radiazioni non sono in grado solo di uccidere ma, peggio, di mutare il DNA.

Sono comparsi così i Chimerici, mutanti che sfruttano gli elementi per sopravvivere e per combattere. Quelli dell’Acqua sono in grado di indurre le loro molecole a cambiare stato, i Chimerici del Fuoco accelerano le particelle fino a farle incendiare, quelli della Terra piegano la roccia al loro volere.

Ci sono poteri anche più pericolosi, come quelli degli ibridi d’Ombra, costituiti da energia oscura, o quelli di una ragazza che vuole a tutti i costi essere normale e da cui può dipendere il futuro di un’umanità che teme e disprezza il cambiamento.

Un mondo incapace di cambiare è un mondo senza speranza.

Così la giovane Sacerdotessa Miris Mann e il Reietto Kay intraprendono un viaggio in Superficie. La loro meta è la misteriosa Città della Luce, alla ricerca di una reliquia del passato che possa restituire al presente conoscenze e tecnologie per plasmare un nuovo futuro.

Pubblicare un libro: mille ostacoli…

Ovviamente, non è stato facile pubblicare. Affatto. Un autore esordiente nella migliore delle ipotesi è guardato con sufficienza, nella maggior parte dei casi cordialmente ignorato. Ogni giorno le case editrici ricevono migliaia di proposte di romanzi e devono fare una nutrita cernita. Essere letti dagli editori è molto difficile, se non sei un nome conosciuto. Dopo una serie lunghissima di porte in faccia, dopo le quali tutti mi avevano invitato a rinunciare al mio sogno, in primo luogo i miei genitori (“meglio non provare che rischiare di soffrire per un rifiuto”, diceva mia madre), ho deciso di provare l’esperienza self con Mutation.

Non è andata male, nel senso che non ho venduto molto ma ho avuto un feedback molto positivo da parte dei lettori e dei blog, cosa che mi ha restituito fiducia e mi ha dato la forza di continuare a proporre i miei romanzi. Di Mutation ho scritto anche il prequel gratuito, Pre-Mutation, che trovate gratuitamente in rete, se avete voglia di leggere qualcosa gratis…

Copertina Pre-mutation di Irene Grazzini

Oggi: dove sono arrivata

Negli ultimi anni mi sono cimentata anche nel romance dopo aver conosciuto in rete, quasi per caso, Anna Grieco, un’altra autrice. Lei aveva letto un mio racconto, I Mai-Nati, un horror ambientato nella Siena del 1348 (pubblicato sulla rivista Altrisogni). Le era piaciuto, così mi contattò e mi propose di scrivere qualcosa insieme, in particolare uno storico-fantasy ambientato nella Scozia del 1700. E così è cominciata la nostra amicizia e la nostra esperienza di scrittura a quattro mani, che ci ha portato a scrivere romance come Indomabile Desiderio (HarperCollins Italia 2015), Vendetta d’Amore (LeggereEditore 2017), La Capoclan e Per Sempre al Tuo Fianco, questi ultimi prima editi self e al momento in ripubblicazione con HarperCollins Italia.

In particolare, Vendetta d’Amore è ambientato nella Londra del XIX secolo. Racconta la storia d’amore tormentata tra la contessina Elizabeth Clarendon e il giovane Kenneth, umile stalliere. Elizabeth non ha fatto però i conti con il padre, uomo egoista e meschino, che minaccia di far uccidere l’innamorato. Per salvarlo, Elizabeth è costretta ad allontanarlo da sé con l’inganno, a costo di spezzargli il cuore. Un anno dopo, Kenneth è diventato il nono duca di Wellesley e ha un solo pensiero: vendicarsi dell’umiliazione subita. I personaggi che sono più “miei”, che Anna mi ha lasciato trattare, sono quelli di Justine e di David. In particolare, Justine è la “ribelle”, femminista convinta, e mi ha permesso di inserire alcuni temi più impegnati come l’inizio del percorso delle donne verso il diritto di voto e, con il piccolo Semola, il problema a quell’epoca del lavoro minorile.

Fanucci sceglie di pubblicare il romanzo Dominant

Con questi romanzi sono quindi arrivata a farmi leggere dalle principali case editrici e Sergio Fanucci mi ha dato una possibilità, così finalmente sono riuscita a pubblicare uno dei tanti romanzi che avevo nel cassetto: Dominant. Si tratta del primo volume di una trilogia young-adult ambientata in un futuro distopico, edito da Fanucci Editore (uscito come ebook il 9 Marzo 2017, il cartaceo il 30 Marzo).

Dominant di Irene Grazzini - Fanucci Editore

Futuro remoto: il pianeta è stato sconvolto da una glaciazione, gli esseri umani sono costretti a vivere in città sotto cupole, sfruttando l’energia geotermica perché il petrolio è finito. Al momento il mondo è popolato da due fenotipi razziali principali: i Dominanti (capelli scuri, occhi scuri, pelle color caffè-latte) e i Recessivi (capelli biondi, occhi chiari…). I Dominanti sono la maggioranza e vivono nelle calde città, mentre i Recessivi sono ghettizzati all’esterno in condizioni disagiate. Tutto comincia quando la giovane Dominante Claire salva la vita per sbaglio alla Recessiva Eleanor…

Con Dominant volevo creare un mondo futuribile, in grado di richiamare temi già noti (glaciazione, razzismo…) per condensarli in modo originale e affrontarli inserendo il problema attuale delle energie rinnovabili.

Non potete capire l’emozione, in questi giorni, di stringere tra le mani la copia cartacea di Dominant! Di sapere che molte altre persone potranno leggere la storia di Claire e di Eleanor, le mie care protagoniste. Perché quando scrivo un romanzo mi affeziono ai personaggi. È qualcosa di inevitabile. Vivo con loro molte ore al giorno, rido con loro e piango con loro. Me li ricordo tutti quanti: dal giovane Aster dell’Unicorno Nero a Ishtar de I Signori dei Cavalli, da Miris Mann e Kay di Mutation ad Alex, Kerstin, Elena e Clitennestra, Manu e tanti altri (questi ultimi personaggi di romanzi che sono ancora nel cassetto e che spero prima o poi di riuscire a portare alla luce).

Alla fine della storia: perché scrivo?

Perché mi piace un sacco, ritengo che sia qualcosa che valga davvero il mio tempo. Perché costruire altri mondi mi affascina e, a volte, mi permette persino di capire e interpretare meglio il mondo reale che mi circonda. Perché ho sognato così tanto con libri scritti da altri, che vorrei far sognare anche solo una persona grazie a un romanzo mio. Non lo faccio certo per guadagnarci, ho già il mio “lavoro ufficiale”, anzi, mi dimentico sempre di guardare le fatture su Narcissus e i vari rendiconti. Lo faccio perché ne ho bisogno, è la mia evasione, e perché è sempre stato il mio sogno. Anche quando sembrava che fosse qualcosa di impossibile da realizzare, una sciocchezza, ci ho creduto fino in fondo. Ed eccolo qua, e con il mio sogno spero di riuscire a far sognare anche i lettori.

Articolo a cura dell’autrice Irene Grazzini

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